Delle vacanze

Solo due giorni e le vacanze sono già un ricordo lontano.

Ho tirato fuori i bikini dal cestello della lavatrice e li ho fissati in un misto di incredulità e sconcerto-manco si fossero trasformati da poverissimi Tezenis in La Perla tempestati di Swarovski- imbaccuccata nel pigiama autunnale fresco lana che ho dovuto recuperare in fretta e furia dall’ultimo cassetto in fondo vista la lieve escursione termica domenica/lunedì.

Persino sulla Tirrenia, durante il mio viaggio di ritorno dalla Sardegna insieme a pinguini, orsi bianchi e tutta la fauna dei Poli protetta dalle Golia Bianca, la temperatura era più gradevole.

Per non parlare dell’altro tipo di fauna. Turisti-posto-ponte infrattati pure dentro le scialuppe di salvataggio e le cassapanche dei salvagenti, in braccio a sconosciuti su giacigli improvvisati, mentre la voce fuori campo, in perfetta dizione napoletana,  si spendeva in annunci di vario genere: “Si pregano i signori passeggeri di non occupare posti in più con borse- sacchi a pelo- pane carasau, pecorino e seadas al miele, di non APPORRE i piedi sulle poltrone, di non fare falò con pezzi di arredamento nautico, di non praticare del bungee jumping dal ponte principale.” Insomma, non avevo ancora messo piede a Roma ed ero già stressatissima.

Perché la vacanza non può durare una settimana, diciamoci la verità. Fai appena in tempo ad abituarti ai ritmi che rallentano, a godere dell’odore del vento e del profumo dell’acqua di mare, ad assaporare la meraviglia del lento passare delle ore tra la pagina di un Harmony, il Quesito della Susy e la pinzetta per scippare le sopracciglia- vero must della giornata in spiaggia- che già stai dentro la Smart, indecisa se lanciarla a tutta velocità contro la Fiesta davanti che fa zig zag sul rettilineo perchè la beota sopra pensa di stare ancora sul quad a Sharm El Sheihk e guida col mignolo mentre telefona ridendo sguaiatamente-fuma-si ridà il mascara e batte la mano a tempo sullo sportello con M2o sparato a palla.  Almeno ti levi la soddisfazione.

Un anno intero ad abbracciare tutte le filosofie orientali e ad annaffiare ettari di giardini zen e in due giorni la signora di sotto che passa e non risponde al tuo saluto non è più provata da pensieri e preoccupazioni, dalla crisi, dal ragù e dall’alluce valgo. No. E’ stronza e basta. La vecchietta che ti sgattaiola davanti in fila dal fruttivendolo non ha la cataratta. Va presa e lanciata insieme al suo maledettissimo carrello tartan marrone sull’incrocio della Prenestina con i semafori in verde festante.

Perché fino a due sere fa stavi al tavolo di un suggestivo ristorante con vista mare, luci e lo Yacht di Cavalli, con il tuo amore che ti sussurrava parole dolci imboccandoti calamaretti in pastella e tonno scottato su erbette profumate e in forma smagliante grazie ai 27 km giornalieri di passeggiata in acqua a mezza coscia che combattono la ritenzione idrica e ti hanno finalmente fatto entrare in quei benedetti leggings di pelle comprati 3 anni prima.

Due sere fa capite? In meno di 48 ore mi sono abbrutita che neanche la Befana in un anno di isolamento senza ceretta per prepararsi al 6 gennaio, con Barbara D’Urso su Canale 5  e il tizio del palazzo di fronte che mi stalkera ogni volta che esco in balcone mentre tiene il conto delle mie mutande di pizzo stese ad asciugare.

Il prossimo anno passerò le ferie a casa, ho deciso. Rimarrò a Roma, sdraio in balcone e Arturo che mi fa le fusa sui piedi, The dark side of the moon a tutto volume e una buona bottiglia di Vermentino di Gallura.

Niente spiagge bianche, cocktail tropicali a bordo piscina e shopping frivolo tra le bancarelle di Porto Ottiolu. Forse il jet lag da rientro sarà meno traumatico.

Buon anno di lavoro a tutti voi! 😀

 

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Delle vacanzeultima modifica: 2014-09-03T14:11:30+00:00da dfronteddu
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